03 Ott 2008
FC Rapid Bucureşti - VfL Wolfsburg 1-1 (and. 0-1)
Il Rapid abbandona la Coppa UEFA sconfitto di nuovo da una squadra tedesca, dopo essere stato eliminato dall'1. FC Nürnberg nella stessa fase della scorsa stagione. La squadra romena, in ogni caso, non ha molto da recriminare. Cláudio Mejolaro ha sprecato due occasioni per i padroni di casa nella fase iniziale, prima che l'attaccante del Wolfsburg Grafite sbloccasse il risultato dopo un quarto d'ora di gioco con un tiro spettacolare da 15 metri. Il portiere del Rapid Elinton Andrade si è reso protagonista di tre straordinari interventi, con gli ospiti che hanno gestito il gioco fino a 20' dal termine. A quel punto una punizione dalla lunga distanza di Mejolaro' è stata deviata sulla traversa da Diego Benaglio e sulla respinta Vasile Maftei ha ribadito in rete. La squadra di casa, poi, non è riuscita nei suoi tentativi di arrivare ai tempi supplementari.
03 Ott 2008
Il VfL Wolfsburg perde 2-1 contro il Karlsruher SC e manca l'opportunità di salire ai piani alti della Bundesliga, mentre l'Eintracht Frankfurt trova un provvidenziale pareggio allo scadere sul campo del DSC Arminia Bielefeld.
Grafite espulso
Forse preoccupato per il ritorno del primo turno di Coppa UEFA di giovedì contro l'FC Rapid Bucureşti, quando cercherà di difendere l'1-0 dell'andata, il Wolfsburg subisce il gol di Massimilian Porcello al 52' e al 73' perde l'attaccante brasiliano Grafite per espulsione. Quattro minuti dopo, il Karlsruher raddoppia con Sebastien Freis, mentre Ricardo Costa accorcia per i padroni di casa a 12' dal termine.
Gol di Köhler
Il Karlsruher esce così dal terzetto di coda e si colloca al 14esimo posto dietro l'Arminia, che a Francoforte ha l'illusione della vittoria con un gol di Artur Wichniarek al 7'. A 3' dal termine, però, Benjamin Köhler pareggia e porta l'Eintracht al penultimo posto in classifica per differenza reti.
03 Ott 2008
PORTIERI
1. Diego Benaglio
12.André Lenz
21.Patrick Platins
DIFENSORI
2.Cristian Zaccardo
3.Rodrigo Alvim
4.Marcel Schäfer
5.Ricardo Costa (vice-capitano)
6.Jan Šimůnek
17.Alexander Madlung
43.Andrea Barzagli
CENTROCAMPISTI
7.Josué
8.Daniel Baier
10.Zvjezdan Misimović
13.Makoto Hasebe
14.Jonathan Santana
15.Daniel Adlung
18.Jacek Krzynówek
19.Vlad Munteanu
20.Sascha Riether
22.Kevin Wolze
25.Christian Gentner
30.Marcelinho (capitano)
Attaccanti:
9.Edin Džeko
23.Grafite
24.Ashkan Dejagah
27.Alexander Esswein
28.Isaac Boakye
29.Sergiu Radu
36.Mame Cheikh Niang
26 Set 2008
Sconfitte pesanti per le squadre di Jol e Klopp, battute rispettivamente da Wolfsburg e Hoffenheim. Lo Stoccarda, invece, riesce a ribaltare una situazione negativa e a battere il Karlsruhe 2-1
La sconfitta dell'Amburgo, battuto clamorosamente
3-0 dal
Wolfsburg, lascia in vetta alla classifica tedesca lo Schalke 04 e permette anche al Bayern di respirare in quanto i bavaresi riescono a non perdere contatto con le posizioni che contano nonostante il disastroso 2-5 di ieri.
Alla Volkswagen Arena la squadra di Martin Jol conferma le difficoltà palesate nello 0-0 di Uefa contro i rumeni dell'Unirea, subendo addirittura tre gol nella prima mezz'ora: Dejagah, Madlung e Grafite (nella foto) esaltano infatti l'undici di
Felix Magath , squadra in cui la solidità difensiva di Andrea Barzagli si sta facendo notare sempre di più.
La sconfitta 3-0 dell'Amburgo fa il pari con quella del Borussia Dortmund, battuto a sua volta in trasferta con tre gol di scarto, anche se il punteggio finale al Carl Benz Stadion è un
4-1 . La matricola
Hoffenheim, infatti, fa ancora una vittima illustre in un avvio di stagione davvero esaltante per gli uomini di Rangnick, sospinti oggi dalla doppietta di Salihovic e clamorosamente secondi in classifica a una lunghezza dallo Schalke.
Accanto all'Hoffenheim in graduatoria c'è anche lo
Stoccarda che rischia ma alla fine batte il Karlsruhe
3-1. Subito sotto sul gol di Freis, i biancorossi trovano il pari nel primo tempo con Khedira e completano il sorpasso nella ripresa grazie alle reti di Gomez e Marica.
12 Set 2008
Trentasei migranti del calcio. Venduti o prestati a club inglesi, spagnoli e tedeschi per fare cassa, perché da noi l´esterofilia è soffocante e loro sono troppo giovani per meritare credito. Non sono mai stati così tanti gli italiani all´estero: 36 quest´anno, sì. Cinque in più della scorsa stagione, un´armata se la si confronta con le annate di Vialli e Zola, Eranio e Ravanelli, generazione di pionieri che alla metà dei Novanta allargò il solco dell´emigrazione calcistica verso il resto d´Europa. Quello dell´anno domini 2008 è un esodo ricco, poi. Sono partiti calciatori prestigiosi, mica avanzi. Gli ultimi tre imbarcati - maggio e luglio scorsi - sono stati due campioni del mondo come Cristian Zaccardo e Andrea Barzagli, saliti al Wolfsburg per 21 milioni di euro totali, e un neo azzurro come Andrea Dossena, acquistato dal Liverpool per 10 milioni. In giro per l´Unione europea, si sa, già abbiamo eroi di Berlino come Cannavaro, Grosso e Toni. Zaccardo e Barzagli, 27 anni entrambi, rappresentano il primo trasferimento di un reparto intero - la difesa - in Bundesliga. Il difensore Dossena, altro classe 1981, uno che per Lippi «ha gamba e personalità», ha lasciato invece l´Udinese per l´Anfield Road: il Liverpool lo ha visionato otto volte, poi ha bruciato Milan e Juventus. «Era un treno che non potevo perdere», racconta Dossena, «spero di restare in Inghilterra a lungo». E´ già titolare e in testa alla Premier League dopo due giornate. Il suo agente, Roberto La Florio, così si è sfogato: «È stato inconcepibile lasciarlo partire. L´ennesimo errore delle nostre squadre, Giuseppe Rossi finito in Spagna non ha insegnato nulla». Solo nell´estate 2008 sono stati firmati dieci trasferimenti Italia-estero: trenta milioni di euro incassati dai nostri club e, vivaddio, qualche prestito con diritto di riscatto strappato per i minorenni. Fra i nuovi partiti ci sono sei ragazzi italiani che da noi non hanno trovato posto neppure in tribuna, o non sono stati protetti per tempo. Ha fatto scalpore il romanzo di Vincenzo Camilleri che a 15 anni - età che vieterebbe qualsiasi allontanamento dalla propria città per motivi calcistici - è stato portato via con un elicottero atterrato sul centro sportivo della Reggina (a bordo c´erano impresari del Chelsea e pure la madre, ansiosa di allontanarlo dalla Calabria). Da allora Camilleri vive a Londra e si allena a fianco di Didier Drogba. Nelle ultime due stagioni le squadre britanniche hanno strutturalmente depotenziato diversi vivai italiani, anche di club di prima fascia, diretti avversari in Europa. Il centrocampista Petrucci ha lasciato gli allievi della Roma - che nel recente passato hanno forgiato calciatori come Totti, De Rossi, Aquilani, D´Agostino - per entrare nell´Academy del Manchester United a 120 mila euro l´anno. Con lui è salito in Inghilterra il padre, a cui il club inglese ha trovato un posto da giardiniere. Elia Legati, scuola Milan, è scappato dai francesi del Monaco per evitare di svernare il resto della vita in serie C. E l´Inter, squadra straniero-dipendente, ha preferito dare in prestito allo Slavia Praga il talentino Gianluca Litteri. Se crescerà, si vedrà. Per ora sta fuori a farsi le ossa. La stessa Fiorentina, società che aspira a diventare un Arsenal del Mediterraneo, per stagioni ha recitato il mantra delle stelline Lupoli e Di Carmine, attaccanti. Poi, il primo lo ha spedito al Norwich City e il secondo l´ha prestato al Qpr di Flavio Briatore. Alla fine, sono sedici i ragazzini che in questi ultimi mesi hanno lasciato i vivai di Lazio, Roma, Reggina, Atalanta e Bologna attratti da Manchester e Chelsea, persino dal piccolo Fulham. La questione è che il calcio italiano continua a formare giocatori forti, ma poi non riesce a trattenerli davanti a campionati più ricchi. Alle offerte di club cinici e meglio organizzati. Il risultato lo segnala il "Times": «La vostra serie A è diventata il cimitero degli elefanti». Parlano di Ronaldinho, Shevchenko, Zambrotta. Ormai siamo il terzo campionato europeo per interesse, il quarto per spettatori. Il nuovo esodo di campioni e ragazzini ci avvicina alle abitudini di Argentina e Brasile, nazioni che all´emigrazione dei talenti del calcio affidano una quota del prodotto interno lordo.
La Repubblica
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